La Scala Illuminata


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Storia

LA LUMINARIA : all' inizio della sua storia la 'Luminaria' non era diversa dalle altre, un tappeto di luci monotone e uniformi, nulla di più …

Un primo tentativo di sfruttare un possibile effetto scenografico fu dell' architetto siracusano Natale Bonajuto che per la 'Luminaria' del 1785 progettò delle colorate strutture piramidali di varie dimensioni che contenevano grandi lucerne in terracotta, che poi illuminavano tutta la scala.

Poi l' idea di un disegno che ammantava l' intera scala, anche perché nel frattempo veniva resa senza piazzole che separavano gli scalini, è dovuto a un artista locale, insuperabile realizzatore di presepi Padre Benedetto Papale, che sul finire del 1860 pensò di unificare l' illuminazione a un immagine artistica rappresentativa, ispirandosi al ricamo di 'filet' con il quale le donne del tempo ornavano gli arredi sacri.

Padre Benedetto Papale disegnò motivi soprattutto ornamentali e floreali di grande effetto, poi gli artisti che continuarono la tradizione fecero appello al grande patrimonio di decori della maiolica calatina fino alla rappresentazioni di figure simboliche e animali, per culminare nella rappresentazione della figura umana.

Nel primo Novecento poi, con il liberty Mario Amato propose l' allungamento della scala con una struttura in legno per consentire disegni ancora più grandi.

Quest' usanza è oggi abbandonata, ma gli architetti che si cimentano in un disegno di queste portate sono molti ricordiamo tra i più importanti nella storia Andrea Parini, Salvatore Alberghina Arena , Salvatore Montalto e Michelangelo Vassallo.


LA FAMIGLIA RUSSO : se in tanti si sono avvicendati nell' ideazione dei disegni, invece è sempre nella cerchia dei propri componenti che la famiglia Russo da corpo alle fantasie dei diversi artisti, fin dai tempi di Padre Papale.

Don Ciccio Russo fu il primo capomastro sul finire del XIX sec. per essere poi seguito nel 1927 dal figlio don Rocco.

Poi per ben settanta anni fu il momento dell' indimenticabile don Ciccino Russo junior, figlio di don Rocco che in equipe con i fratelli Giuseppe e Carmelo perfezionano sempre più i lavori.

Passato l' onere del capomastro a Carmelo la stessa cura e attenzione dedicata nel corso delle generazioni non si affievolisce e nel 1997 il titolo passa a Mario figlio di Giuseppe, oggi rappresentante della quarta generazione.

Mario, insieme alle figlie Clizia e Corinna (quinta generazione) e ai cugini Nando e Fulvio Rocco, figli di Carmelo, sono l' equipe che oggi si occupa della realizzazione dei 'coppi' praticamente da quando l' età ha reso loro possibile iniziare qualche lavoretto.

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